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Chiesa Parrocchiale
Dedicata a S. Martino Vescovo e a S. Giovanni Evangelista.
Solida costruzione in stile romanico, già menzionata in un inventario del 7 ottobre 1205 e in una pergamena dell'archivio patriziale di Olivone del 6 febbraio 1268. L'interno, per successive
trasformazioni, è ora in stile Barocco. Il soffitto, in tavole quadrate a colori alternati bianco e nero, rosso e giallo, è della fine del 15 secolo.
Sopra il portone d'entrata: gruppo della Crocifissione (inizio del 1600). Il Battistero, con soffitto a cassettoni, è del 1481. L'Altare maggiore, in legno dorato e lavorato finemente, è opera di
Bartolomeo Tiburino di Menaggio, è del 1625. Le pitture del Coro, con gli Angeli musicanti, sono di Salvatore e Pietro Pozzi di Puria in Valsolda (1646-47). L'antico organo, dal suono vellutato e armonioso, è
stato fatto costruire dal prevosto Don Carlo Boni di Camignolo verso il 1670. La Cappella della Beata Vergine è stata fatta "aedificare et ornare" nel 1631 dal parroco Andrea Rusca (stemma dei conti Rusca sul
colmo). La Cappella di S. Rocco porta la dedica "Communis Bironici sumptus ex voto causa paeste de anno 1636".
Una tela ritrae un rustico lazzaretto di capanne a Bironico: nel 1636 ci furono 40 morti di peste su circa 240 abitanti. E' la famosa peste ricordata dal Manzoni nei Promessi sposi.
Chiesa di S. Maria del Rosario in "Prato Quadro"
La parte più antica, il Coro, è definita "Cappella" nel 1578; il prevosto Andrea Rusca vi fa aggiungere la navata tra il 1626 e 1658.
Nel 1698 il Vescovo Bonesana Ioda i "Misteri del Rosario", 14 tondi su rame che vanno ad ornare il Bellissimo affresco della Madonna fatto eseguire da "ser Petrolus et Mariuolus de Ruschonibus de Bironico".
Bellissima la scagliola di Gaetano Rapa (Val d'Intelvi) sulla pala dell'altare. Gli ultimi restauri sono del 1973 e 1983: tetto in piode; del 1987-88: rinnovamento delle decorazioni in stucco delle lesene e del
cornicione nel Coro, nella cupola e nella navata (prevosto Don. O Agustoni). Nel 1625 i Patrizi di Bironico fondarono il "Beneficio del Rosario" per un cappellano che risiedeva in una casa dei Conti Rusca.
Oratorio di S. Pietro già nominato in documenti del Quattrocento
Nel 1647 Gio. Pietro Lanfranchini, già Console di Bironico nel 1642, restaura la chiesetta. Ampio fregio in stucco
sopra la porta e le due finestrelle. All'altare una pala secentesca con i Santi Pietro e Paolo e la Madonna con il Bambino; in basso a sinistra una figura a mezzo busto in abito di quell'epoca: probabilmente
il G. P. Lanfranchini.
Il Castello
Rovine sul motto sopra la "Cruseta". Costruito dai Longobardi fu ampliato dai Conti Rusca Ruschonibus e distrutto dagli Svizzeri nel 1518.
Uomini illustri
Cardinale Agostino Oreggio
nato a S. Sofia (Emilia) da famiglia patrizia di Bironico. Teologo dottissimo, prese parte al processo di Galileo (1633). Morì nel 1635. Nella casa parrocchiale c'è una tela con il suo ritratto.
Giambattista Martinelli Bironico 1764, Bologna 1830.
Ingegnere, progettò e costruì la strada che va da Bologna a Firenze scavalcando gli Appennini; diresse importanti lavori di Bonifica a Roma.
Felice Primo Sertorio
prevosto di Bironico, fece parte del Gran Consiglio Ticinese dal 1803 al 1808.
Severino Marcionelli
nato a Bironico il 17 maggio 1870, morto a Lima il 14 novembre 1957. Console Generale di Svizzera nel Perù. Fu generoso sostenitore di ogni opera di progresso e munifico benefattore (scuola dell'infanzia,
scuole, palazzo comunale e chiese).
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